Esistono
in rete molti singolari personaggi che usando il web per auto-consacrare la loro
posizione, che ritengono dominante ed esclusiva, attaccano tutti coloro che non
sono compatibili con il loro linguaggio e non tollerano tutto ciò che
non è web-cool. Il loro fervore per il virtuale, l’interesse totale verso questa dimensione, diventa quasi patologico da impedirne ogni presa di distanza da esso. Per loro non esistono altre realtà al di fuori di quella virtuale che , sono convinti già racchiuda in sé sia il reale sia il possibile. Il virtuale possiede cioè un potere di aggregazione totale, che richiede di essere incrementato ed appare in grado di estendersi sempre di più.
Il problema è che l' assenza di contraddittorio, li fa vivere in una sorta di isolamento relazionale nel quale trovano una dimensione ovattata priva dai pericoli e dai rischi dettati dalla dialettica.
Sappiamo bene, invece che non esiste relazione fra simili, la relazione esiste solo tra diversi: essa non cancella le diversità, ma le incoraggia all’interno di una nuova visione di rapporto. La loro illusione è che, nella Rete, la libertà individuale sia infinitamente estesa e che tutto diventi disponibile per il loro uso e consumo, esattamente come in un supermercato.
Credo sarebbe
meglio capire che la nostra capacità di scelta è una libertà che esprimiamo in precisi contesti e circostanze; il nostro agire anche all’interno del virtuale dev’essere
consapevole delle proprie responsabilità nei confronti del mondo reale. Bisognerebbe
sempre ricordarsi che esiste un inevitabile legame tra la sfera della comunicazione e il
mondo reale, il vissuto, che nel loro delirio illusorio vorrebbero eliminare.
Giovanni Silvestri